Terra Migaki Design – per un futuro ecosostenibile

Milano 19/4/2018

Durante la settimana del Salone del mobile di Milano ho avuto la piacevole sorpresa di incontrare Mario, pugliese, di professione designer e Antonio, torinese, di professione architetto che mi hanno condotto nelle sale espositive della Cascina Cuccagna parlandomi di Terra Migaki Design.

Terra Migaki Design è stato pensato come uno scambio culturale nata fra il Giappone e L’Italia allo scopo di promuovere l’architettura verde con specifica attenzione allo sviluppo di tecniche costruttive che prevede l’uso l’uso della terra.

Questa del 2018 e’ la terza edizione di Terra Migaki Design una rassegna sul design contemporaneo realizzato con terra cruda voluta dall’Associazione Alekoslab congiuntamente alle società giapponesi Sochikusya Co. Ltd, GEN, a MadeinTerra s.r.l. e con il patrocinio del Comune di Milano.

Questa terza edizione è rivolta alla progettazione di oggetti di design sostenibile che richiede competenze sia nell’ambito del design che sulle tecniche di utilizzo della materia terra utilizzata allo stato crudo.

Terra Migaki Design crede nell’innovazione e nella sperimentazione nell’uso della terra cruda abbinata anche all’impiego di altre materie prime naturali come la paglia o la canapa.

Gli oggetti e i prototipi che si possono ammirare nell’esposizione mostrano come queste materie prime (la terra, la paglia e la canapa) posseggano caratteristiche che si prestano una molteplicità di utilizzi e di funzioni ancora in parte inesplorate e sconosciute alla maggior parte degli specialisti.

Mario , con la sua startup pugliese di Conversano, si occupa di coibentazione termica degli edifici utilizzando materiali naturali come la paglia o la canapa e particolari intonaci in terra, ma non si ferma a questo, infatti la startup produce anche oggetti di design e, a tale proposito, mi mostra un bellissimo gioco per i più piccoli per la fabbricazione di mattoncini di argilla e terra cruda, una sorta di lego ecosostenibile.

Antonio, invece, mi parla della sua esperienza di progettazione e realizzazione di edifici rurali utilizzando la terra cruda e la paglia nell’area piemontese. Antonio e’ come un fiume in piena che aspettava di essere liberato e pertanto con lui discutiamo di sostenibilità ambientale, del possibile futuro delle città, della struttura sociale del valore e della concezione del lavoro.

Ci siamo salutati promettendoci di parlarne insieme in modo più strutturato. Questo è un impegno che non mancherò.

Vincenzo

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