LA RETE DEL LAVORO AGRICOLO DI QUALITÀ ENTRA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Per la prima volta i genitori di un nido comunale avranno la garanzia che i loro figli non mangeranno cibo frutto dello schiavismo nei campi. Succede ad Acquaviva delle Fonti, dove il Consorzio La Città essenziale di Matera, aggiudicatario del servizio di estensione della fascia oraria dell’Asilo Nido comunale, ha appena firmato con il Comune il contratto di gestione, nel quale “si impegna a erogare il servizio mensa impiegando derrate alimentari fornite da aziende e fornitori aderenti alla rete del lavoro agricolo di qualità”.
Tale rete, istituita presso l’Inps e prevista dalla legge 199 del 2016 contro il caporalato, è una sorta di white list che seleziona imprese agricole che non abbiano riportato condanne penali per violazione della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale, per delitti contro la pubblica amministrazione, contro l’incolumità pubblica, contro il sentimento per gli animali e altri reati. Le aziende agroalimentari aderenti alla rete, inoltre, non devono essere state destinatarie, negli ultimi tre anni, di sanzioni per violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale e rispetto degli obblighi relativi al pagamento delle imposte e delle tasse, devono essere in regola con il versamento dei contributi e applicare i contratti collettivi.
“Per il mondo della cooperazione sociale – afferma Giuseppe Bruno, presidente de La Città Essenziale – l’iniziativa del Comune di Acquaviva rappresenta una conferma della bontà dei partenariati virtuosi tra pubblico e privato sociale, nella comune volontà di lavorare insieme per il progresso delle nostre comunità. Farlo a partire dalla prima infanzia significa coltivare sin da piccoli pratiche di buona cittadinanza, di legalità e rispetto, con il sostegno imprescindibile delle famiglie in questo percorso di crescita e di reciprocità”.
Una presa di posizione chiara, dunque – sia da parte dell’amministrazione comunale che dell’affidatario del Nido – nei confronti dell’agricoltura trasparente e legale. “Questa clausola – spiega il sindaco di Acquaviva Davide Carlucci – è il primo passo di un percorso avviato con l’associazione nazionale “Avviso Pubblico”, che ha come obiettivo la diffusione di buone prassi di legalità all’interno della pubblica amministrazione. Un percorso che vede già tra i protagonisti anche sindacati come la Cgil e la Cisl, associazioni come Confcooperative, Libera, Aiab e Slow Food, cooperative impegnate in progetti di agricoltura sociale e altri soggetti istituzionali come Cuore della Puglia”. Con quest’ultima associazione – prosegue il Sindaco – di cui Acquaviva è capofila insieme ai Comuni di Altamura, Casamassima, Cassano Murge, Cellamare, Corato, Gravina in Puglia, Putignano, Rutigliano e Turi, è già stata lanciata, a Natale, l’iniziativa dei “cesti della legalità”: con un contributo di 6000 euro sono stati acquistati 300 cesti di prodotti a chilometro zero da destinare alle Caritas da produttori aderenti alla rete del lavoro agricolo di qualità, coniugando solidarietà e rispetto delle norme. Ora l’adesione alla rete entra in un contratto pubblico. Il prossimo passo è la diffusione di questa buona prassi e la realizzazione di un bollino che distingua le “mense etiche” a prova di sfruttamento dei lavoratori.

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