Il 3 ottobre alle 16.00 ad Acquaviva delle Fonti si svolgerà il “CAMMINO DEL PENSIERO” una camminata collettiva tra le campagne di Acquaviva delle Fonti in compagnia di rappresentati del modo scientifico, associativistico e delle municipalità per parlare insieme dei temi della sostenibilità così come dettati dall’agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile.

L’evento è incluso all’interno del Festival dello sviluppo sostenibile promosse dall’Asvis (Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile) che si svolgerà tra il 22 settembre e l’8 ottobre

A tale riguardo si sottolineerà come i centri rurali hanno l’opportunità di rivendicare la propria modernità (là dove per modernità si intende l’ardenza allo spirito dei tempi e in questo caso ai principi della sostenibilità ambientale, sociale e d economica) integrando le proprie tradizioni con le conoscenze culturali scientifiche e con l’innovazione tecnologica per costruire . nuovi scenari per l’umanità.

Questo pensiero deve diventare una scelta strategica deve essere declinata in un preciso piano operativo che la cittadinanza deve sviluppare partendo dalla presa di coscienza delle innumerevoli risorse offerte dai borghi, per arrivare alla loro riappropriazione. I centri rutali infatti possono garantire sia il rispetto degli equilibri naturali e di ogni essere vivente, sia l’integrazione dei popoli.

L’evento vuole anche celebrare l’alleanza stipulata tra le cittadine del territorio Pugliese e della Basilicata, gli enti scientifici e il modo associativo. L’alleanza, stipulata nel febbraio 2020. è nata per rispondere al desiderio di attivare un processo di rinascita dei territori rurali valorizzando tutti quegli elementi che consentano di esprimere la modernità degli stessi. L’idea, che a prima vista sembrerebbe strana, nasce dalla considerazione che la modernità è l’”indice di consonanza con lo spirito e il gusto dei tempi attuali”, ed è individuabile nell’aderenza sostanziale alle avanguardie del pensiero che oggi parlano di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

L’obiettivo che l’alleanza si è pone è quello di progettare un futuro nel quale le persone potranno scegliere liberamente di vivere in un contesto urbano o in un contesto rurale entrambi espressione di innovazione e modernità ma caratterizzati da valenze diverse.

L’evento si svolgerà ad Acquaviva delle Fonti il 3 ottobre alle ore 16.00 partendo dal Centro Sportivo Tommaso Valeriano.

Promotori dell’iniziativa
  • Davide Carlucci – presidente dell’associazione Comuni cuore della Puglia;
  • Elvira Tarsitano – presidente del centro di eccellenza per la sostenibilità dell’università Aldo Moro di Bari;
  • Associazione Laverdevia.
Ambasciatori dell’iniziativa
Municipalità

  • Autorità del Comune di Acquaviva (Pasquale Cotrufo – assessore all’agricoltura comune di Acquaviva
  • Autorità del Comune di Casamassima (Azzurra Acciani – assessore alla cultura);
  • Autorità del Comune di Cassano ( Maria Pia Di Medio – Sindaca Cassano);
  • Autorità del Comune di Gravina (Laico Giuseppe – assessore alla cultura);
  • Autorità del Comune di Irsina (Nicola Morea – sindaco);
  • Autorità del Comune di Mola (Maria Antonietta Colonna– consigliere comunale);
  • Autorità del Comune di Poggiorsini (Ignazio Di Mauro – sindaco di Poggiorsini);
  • Autorità del Comune di Rutigliano (Tonio Romito – assessore all’agricoltura).

Enti scientifici

  • Angela Colonna – responsabile cattedra Unesco in Paesaggi culturali del Mediterraneo e comunità di Saperi. DiCEM Università della Basilicata;
  • Marcello Mastrorilli – Crea e presidente CIEC;
  • Piergiuseppe Pontrandoli – professore in Tecnica e Pianificazione a Urbanistica. DiCEM Università della Basilicata.

Mondo associativo

  • Vito Abrusci – Slowfood Acquaviva e membro del distretto del cibo;
  • Pasquale Ferrante – Direttore Legacoop Puglia;
  • Pino Greco – Apulia Country Association;
  • Fabio Mollica – giornalista e ideatore del progetto editoriale Amazing Puglia;
  • Leo Palmisano – scrittore;
  • Vincenzo Pietanza – Retake;
  • Michele Sozio – referente regionale Slowfood giovani Puglia;
  • Giacomo Zaltini . coordinatore progetto Policoro

Mondo imprenditoriale

  • Mulino Perniola . Rutigliano;
  • Masseria delle Monache – Casamassima;
  • Masseria Lama SAN GIORGIO – Rutigliano;
  • Tenuta Pietrarossa- Acquaviva;
  • Alfio Cangiani – R/evolve/R.

 

 

Il cammino del pensiero è un percorso di viaggio in carrozza (ma può essere effettuato a piedi o in bicicletta a seconda delle condizioni fisiche e della volontà dei partecipanti  (il cammino) suddiviso in tappe e in differenti giornate e che collega diverse cittadine del territorio della Puglia e della Basilicata partendo dalla costa e arrivando nelle zone interne della Murgia con l’obiettivo di attivare nei giovani viaggiatori  una riflessione su come potrebbero essere applicati i 17 principi dell’ONU sullo sviluppo sostenibile al territorio esplorato individuando i possibili impatti. Il fine del progetto è quello di permettere alla cittadinanza di conoscere, interpretare la realtà in cui vive al fine di sviluppare una visione futura, collettiva e strategica (il pensiero) di come potrebbe evolvere il territorio stesso seguendo i principi della modernità che sono conformi all’agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile con gli aiuti di esperti in materia.

L’iniziativa coinvolge, enti scientifici e associazioni locali e imprenditori locali per attivare attraverso momenti conviviali e ludici la rinascita del territorio con azioni in grado di creare la consapevolezza nella cittadinanza  dei singoli comuni.

  1. delle caratteristiche (scientifiche, economiche e culturali) del proprio territorio e delle potenzialità che lo stesso offre, dal punto di vista economico, ambientale-naturale, culturale, degli stili di vita e delle tradizioni e dei rischi di degrado e di abbandono che lo stesso territorio corre,
  2. dell’opportunità offerta in questo preciso momento dalla tensione mondiale nell’individuare possibili e sostenibili soluzioni per ridurre la possibilità che si verifichi la minaccia di una catastrofe ambientale a cui il nostro mondo conosciuto è esposto.
  3. dell’importanza della condivisione di una visione del territorio comune maturata nel rispetto delle singole diversità e peculiarità di ogni comunità
  4. dell’importanza della cooperazione tra persone e organizzazioni diverse e dell’integrazione con le popolazioni migranti che potranno costituire nel futuro un importante elemento di rinascita di nostri territori
  5. della necessità di attivare un piano di azione condiviso in cui tutti gli attori devono volontariamente e consapevolmente partecipare.

Qui di seguito le tappe del cammino del pensiero egli ambasciatori previste:

Venerdì 31/7/2020 – ore 19.00 Mola di Bari

L’incontro del 31 luglio 2020 ha inteso celebrare la scelta da parte del Comune di Mola di Bari del luogo da candidare quale hub culturale all’interno del percorso di condivisione intrapreso dal “Cammino del Pensiero”.

Il giardino orto botanico sarà il luogo fisico in cui la municipalità, le associazioni, le istituzioni scientifiche ed il mondo cooperativistico convergeranno il proprio impegno per l’avvio di un processo di  “rinascimento”  del territorio e delle comunità dei piccoli borghi rurali. Il punto di partenza è la valutazione dello stato attuale in cui si trovano le città e le principali filiere del territorio quali quelle agricole, zootecniche e culturali, per effettuare una  reinterpretazione delle stesse, in accordo con i 17 obiettivi dell’agenda ONU 2030 sullo sviluppo sostenibile. Questo percorso potrà essere attuato anche grazie al supporto e sostegno degli enti scientifici nonché di LegaCoop Puglia, al fine di generare nuove opportunità occupazionali.

 

Il progetto si incardina in una visione strategica più ampia di quello che sarà il futuro a cui si invitano i cittadini, destinatari del processo di riqualificazione del territorio, ad avanzare idee, ipotesi e strategie creative per combattere lo spopolamento dei paesi da parte delle giovani generazioni, utilizzando un approccio che vuole valorizzare la modernità del territorio stesso.

 

Maria Antonietta Colonna, consigliere delegato allo sviluppo rurale ed alla valorizzazione del patrimonio eno-gastronomico del Comune di Mola di Bari,  ha descritto le motivazioni per cui l’ente ha pensato di candidare il giardino orto botanico quale luogo fisico del progetto. Le  finalità sono molteplici: trasformare il giardino in un parco rurale, rappresentativo della vegetazione tipica della macchia mediterranea, in cui si armonizzino altri simboli identitari della tradizione rurale molese quali la noria. Restituire alla cittadinanza un polmone verde in cui poter svolgere attività ludiche, ricreative e culturali, grazie alla preziosa collaborazione delle associazioni presenti sul territorio nonché all’attuazione di percorsi di cittadinanza attiva. Nel parco si intende valorizzare l’agrobiodiversità raccontandola  attraverso un percorso guidato da una cartellonistica grafica e creativa. Dotare il parco di strutture ricreative consentirà ai cittadini di immergersi in un territorio da osservare, conoscere, amare e preservare dall’abbandono e dal degrado.

Erano, altresì, presenti due associazioni estremamente attive sul territorio molese quali “Retake”, rappresentata da Vincenzo Pietanza, e Legambiente, con la presenza di Antonella Berlen.

 

La Dott.ssa Elvira Tarsitano, nel contempo, ha voluto porre in evidenza l’impegno profuso dal Cento di Eccellenza per la Sostenibilità dell’Università degli Studi di Bari nel ricercare la collaborazione del territorio per contrastare la catastrofe climatica oramai incombente a cui si può porre rimedio solo tramite una rinnovata attenzione verso la natura e il pianeta. Un invito alla riflessione al fine di rimodellare i nostri stili di comportamento affinché siano più rispettosi dell’ambiente e in grado migliorare la qualità della vita.

 

Fabio Mollica ha raccontato il suo impegno nel tentativo di concretizzare la creazione di una linea editoriale “Amazing Puglia”, in grado di raccontare una Puglia inedita e lontana dagli stereotipi, mettendo in evidenza le eccellenze e la modernità delle esperienze imprenditoriali, sociali e associazionistiche. Raccontare allo scopo di far conoscere i casi studio che il territorio è in grado di proporre al di fuori dei confini regionali o nazionali.

 

La serata si è conclusa nello scenario della splendida Piazza XX settembre, dove siamo stati raggiunti anche dall’Assessore all’Agricoltura del vicino Comune di Rutigliano, Dott. Tonio Romito, ed il Dott. Pasquale Cotrufo, Assessore ai Servizi sociali, Attività Produttive e Agricoltura del Come di Acquaviva, col desiderio di rafforzare nuove forme di collaborazione fra comuni vicini che condividono diversi aspetti della tradizione agricola e rurale.

Sabato 1/8/2020 – ore 09.30 – Rutigliano

Dopo una sosta in compagnia di Francesco di Carlo, architetto di Rutigliano, che ci ha fatto da cicerone alla cappella della Madonna delle Grazie datata 1574, situata in quella periferia di Rutigliano che guarda a Mola di Bari, siamo arrivati in carrozza nel centro della città. Ci hanno accompagnati Viriana Re David, assessore alla cultura, e Tonio Romito assessore all’agricoltura del comune di Rutigliano. Nel corso del tragitto, tra le strade cittadine, sono state ricordate le tematiche su cui i due assessorati sono impegnati e sulle connessioni tra gli stessi. Da una parte l’agricoltura, con l’urgenza di sviluppare un approccio scientifico ispirato alle tecniche della biodiversità e della bioagricoltura, e dall’altra la cultura in senso più ampio, che deve interagire con le moderne strategie produttive ma ispirate dall’analisi di saperi (oggi diremmo metodiche di coltivazione) messi a punto in centinaia di anni di osservazione e tramandate di generazione in generazione, fino a giorni nostri.

Entrambi gli assessori hanno ribadito l’importanza di un rapporto stretto e concreto non solo con i comuni ma anche con i rappresentanti degli assessorati delle altre municipalità. Un concetto che è stato ripreso in piazza dal sindaco di Rutigliano, Giuseppe Valenzano, e dal Presidente dell’associazione comuni Cuore della Puglia, Davide Carlucci.

Il sindaco di Rutigliano ha ricordato che l’hub culturale è stato identificato per la città di Rutigliano in una delle sale del museo capitolare “Santa Maria della Colonna e San Nicola”, nel centro storico di Rutigliano, di cui. Francensco di Carlo ci ha descritto brevemente le caratteristiche che lo rendono adatto ad insediare l’hub culturale, sottolineando che esiste anche la possibilità di estendere  gli spazi ad alcuni giardini interni che potranno essere utilizzati per le attività di ricerca e per lo sviluppo di prototipi di tipo organizzativo/econcomico. Il Presidente dell’associazione Cuore della Puglia, Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva, ha ricordato le innumerevoli iniziative messe in atto con l’associazione, e il fatto che l’intento che viene perseguito da alcuni anni è quello di costituire una rete di forze positive che generino un reale sostengo al tessuto produttivo e culturale. Lo scopo è valorizzare i territori interni della Puglia (appunto il cuore) che racchiudono eccellenze agricole, zootecniche, culturali e imprenditoriali che dovrebbero essere adeguatamente raccontate e comunicate, per trasmettere quella fiducia nelle ricchezze del territorio che potrà, se adeguatamente guidata e sostenuta, creare nuove opportunità per il miglioramento della qualità di vita della popolazione.

Valenzano ha successivamente ribadito l’importanza di aderire alla rete dei comuni di Cuore della Puglia e questo accordo stretto con le municipalità e gli enti scientifici.

In questa sede ci ha raggiunti Maria Antonietta Colonna, consigliere comunale di Mola di Bari, per esprimere la sua comunione di intenti con i colleghi di Rutigliano.

Dopo una sosta per un caffè ed una visita presso la Masseria Lama San Giorgio a Rutigliano, di proprietà di Giovanni Scianatico, presidente degli Agriturismi di Puglia siamo ripartiti alla volta di Casamassima.

Sabato 1/8/2020 – ore 12.00 – Casamassima

Sotto il cocente sole di mezzogiorno il Giuseppe Cotrufo assessore all’agricoltura del Comune di Acquaviva, Marcello Mastrorilli direttore del CREA di Bari e Vincenzo Coppa della Laverdevia sono arrivati a Casamassima presso la Masseria delle Monache di proprietà del sig. Francesco Villari che si dedica all’agricoltura proseguendo una tradizione familiare che ci racconta essere tramandata da più di tre generazioni.

Il sig, Francesco Villari, consigliere della società cooperativa Granarolo, ci attende in masseria con i rappresentanti della municipalità Arch. Azzurra Acciani, assessore alla Cultura del comune di Casamassima e il geom. Michele Loiudice, assessore ai Servizi sociali, rappresentanti del mondo associazionistico e del GAL Sud Est barese.  Tra il gruppo di persone che ci attendono anche alcuni giovani esponenti di eccellenze del mondo produttivo locale quale la sig,ra Maria Iacovelli del frantoio oleario Bendetto Iacovelli e il sig, Giovanni Palmieri della cantina Lattavino.

Dopo una breve illustrazione del progetto che anima lo spirito dell’iniziativa il sig. Marcello Mastrorilli introduce i presenti in un confronto sulle necessità del territorio e sulle opportunità che la ruralità potrebbe cogliere in questo momento allo scopo di rispettare il territorio e più in generale la natura, i lavoratori impegnati in tutte le fasi della lavorazione che interessa la filiera agricola e zootecnica e il destinatario del prodotto finale. L’eticità dei rapporti fra questi attori è un valore che era una prerogativa delle tradizioni rurali e che, rianimante anche attraverso la lente delle nostre attuali conoscenze e tecnologie, potrebbe essere il punto di forza delle nostre economie.

Il confronto informale con il mondo imprenditoriale e associativistico presente ha fatto emergere progettualità importanti e preesistenti che potrebbero integrarsi e valorizzarsi all’interno di questa alleanza.

 

La dimostrazione della produzione della mozzarella di Francesco Villari ha avvicinato i presenti alle tecniche di lavorazione utilizzate dal  nonno di Francesco e che rivivono oggi attraverso la manualità, la ricerca di un’eccellenza e l’esperienza di un imprenditore agricolo che riesce a produrre oggi una mozzarella dell’antica tradizione che ha, non solo uno speciale gusto acidulo dovuto alla qualità degli insedianti di base e  all’utilizzo di fermenti lattici naturali, ma che oggi, sulla base di specifiche analisi, scopriamo  digeribile anche da coloro che risultano intolleranti al lattosio.

Francesco con orgoglio ci consiglia di assaggiare gustosi taralli e focacce prodotte con la farina delle sue coltivazioni di grano senatore cappelli. La degustazione di questi prodotti da forno viene accompagnata con l’olio prodotto dalla sig,ra Iacovelli del frantoio oleario Bendetto Iacovelli e uno splendido rosato proposto dal sig, Giuseppe Palmieri della cantina Lattavino, Queste realtà imprenditoriali rappresentano la speranza in un futuro nuovo e migliore e l’idea di un modo di vivere e di una società al passo con la nuova idea di modernità.

Si riparte in carrozza alla volta di Acquaviva

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Sabato 1/8/2020 – ore 19.00 – Acquaviva

La meta di questa giornata è la “Giostra” una costruzione del primo novecento che è situata nella periferia rurale di Acquaviva delle Fonti. Si tratta una bizzarra e colorata residenza estiva degli anni 30 le cui forme ricordano appunto quelle di una giostrina. La struttura è ora in stato di abbandono ma il Comune di Acquaviva delle Fonti ha candidato questo edifico a futura sede dell’Hub culturale. Insieme a Pasquale Cotrufo assessore all’agricoltura di Acquaviva e a Domenico Ardito fondatore della Masseria Pietrarosa nell’agro di Acquaviva e nostro accompagnatore nel “Cammino del Pensiero” arriviamo alla costruzione per una simbolica visita e nel farlo attraversiamo la lussureggiante campagna acquavivese di cui Pasquale Cotrufo ci racconta ciascun aspetto con dovizia di particolari.

Lorenzo, il cocchiere, e Domenico ci riportano indietro alla tenuta Pietrarosa dove ci aspetta Vito Abrusci Referente dei produttori dei presidi slow food “Cipolla rossa di Acquaviva” e “Cece nero della Murgia Carsica”, Consigliere di Amministrazione del distretto del Cibo “SUD-EST Barese”, vice-presidente del Distretto Urbano del Commercio in rappresentanza della Confcommercio Bari-BAT che ha legato il suo nome a molteplici iniziative del territorio Pugliese (primo percorso cicloturistico Acquaviva-Cassano delle Murge) e che con energia ed entusiasmo ci parla dei progetti per un futuro sostenibile dei territori agricoli della Murgia. Vito Abrusci ha legato il suo nome alla rinascita della coltivazione della Cipolla Rossa di Acquaviva che si distingue per la forma piatta, il colore rosso e la proverbiale dolcezza che si coltiva in alcuni areali del territorio di Acquaviva delle Fonti. La cipolla rossa di Acquaviva deve la sua specificità alle caratteristiche del terreno e alla presenza di falde acquifere di superficie. Il recupero della coltivazione della cipolla, ci dice Vito, ha valorizzato la vocazione agricola del territorio a rotazione con la coltivazione del Cece nero della Murgia Carsica”. Oggi la superficie interessata alla coltivazione dei due prodotti identitari di Acquaviva delle Fonti, tutelati e valorizzati dalla Fondazione per la Bio-Diversità Slow Food, si sviluppa su una superficie di circa 20-30 ettari. Vito ci racconta che l’ABC di Acquaviva è: A come acqua, B come banda, C come cipolla. Abbiamo parlato del recupero della grotta di “Curtomartino” e della strategica posizione geografica che Acquaviva rappresenta come cerniera tra l’Adriatico e la Murgia, infatti ci racconta di una idea progettuale “Murgia – Mare” da sviluppare tra i territorio della Murgia e quelli che si affacciano sull’Adriatico della provincia di Bari.

Con Vito, Pasquale e Domenico e Francesco Villari della Masseria delle Monache (che nel frattempo ci aveva raggiunto) abbiamo parlato delle possibili soluzioni collegate all’abbandono delle nuove generazioni del territorio che potrebbero essere arrestate permettendo una nuova visione delle opportunità offerte dal territorio e creando alleanze con tutte le forze positive che operando nello stesso. Ci siamo accomiatati non prima di degustare insieme ai presenti le preparazioni tipiche della Masseria Pietrarosa tra cui anche la mozzarella locale.

Domenica 2/8/2020 – ore 19.00 – Cassano delle Murge

Presso la Masseria Fasano a Cassano delle Murge siamo arrivati verso le 18.00 di un pomeriggio caldo ma ventilato. Il viaggio in carrozza  ci consente di apprezzare la diversità dei territori pugliesi. Qui in mezzo a boschi di roverelle in un aria secca, ventilata e ossigenata tra frotte di turisti in cerca di sollievo dall’afa delle cittadine della costa ci siamo uniti insieme al presidente del Gal Terre di Murgia Massimiliano Scalera, la sindaca di Cassano Maria Pia Di Medio, il sindaco di Acquaviva delle Fonti nonché presidente dell’associazione comuni Cuore della Puglia Davide Carlucci, Marcello Mastrorilli Direttore Crea,  Michele Sozio referente regionale Slowfood giovani Puglia,  Giacomo Zaltini  coordinatore progetto Policoro e la costante presenza di Pasquale Cotrufo – assessore all’agricoltura comune di Acquaviva insieme a rappresentanti di diverse associazioni locali.

Il clima informale ci consente di discutere con semplicità e schiettezza delle grandi opportunità e ricchezze di cui il territorio dispone ma anche, tra uno scossone e l’altro del calesse,  del grande rischio rappresentato dall’abbandono dello stesso da parte delle generazioni più giovani che cercano altrove opportunità per esprimere i loro sogni e le loro potenzialità. Le cause sono molteplici tra cui anche la difficoltà nella creazione di reali opportunità per la popolazione. I presenti ritengono all’unanimità che tali opportunità possano essere sostenute sotto l’egida di piano strategico concordato sul territorio a cui i responsabili dei comuni possano dedicarsi realmente ma solo se liberati da incombenze amministrative e burocratiche che oggi rapprendano lacciuoli che bloccano le iniziative sul nascere.

Il colloqui con Michele Sozio referente regionale Slowfood giovani Puglia,  Giacomo Zaltini  coordinatore progetto Policoro e con Pasquale Cotrufo, giovani che rimangono sul territorio impegnandosi con sincerità e credo nel futuro dei propri concittadini, sono una grande boccata di ossigeno anche per chi come me non è più giovanissimo e spera nel supporto futuro delle giovani per la creazione e sviluppo di una società moderna, etica e attenta al conseguimento dei 17 obiettivi dell’agenda 20230 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile.

Lunedì 3/8/2020 – ore 18.30 – Gravina in Puglia

le popolazioni che lo abitano, le piccole attività imprenditoriali di tipo agricolo, zootecnico turistico che nelle nostre zone sono rappresentate delle masserie mantenendo una particolare attenzione alle nostre tradizioni pur cercando di non idealizzare un passato che sarebbe inaccettabile ai nostri tempi per le condizioni di vita che lo caratterizzavano e reinterpretandolo secondo le conoscenze attuali ed al contesto di un mondo globalizzato. Punti di particolare attenzione da Nonostante le previsioni meterologiche segnalino una perturbazione pomeridiana proprio a Gravina in Puglia, io, Pasquale, Domenico e Lorenzo arriviamo in piazza a Gravina con calesse e cavallo verso le 18.30 in tempo per bagnarci sotto un improvviso acquazzone estivo. Ad attenderci ci aspetta l’assessore del comune di Gravina Giuseppe Laico con delega per la promozione del settore agroalimentare, Politiche per lo sviluppo e l’innovazione delle attività produttive, Artigianato e valorizzazione zona artigianale che ci ha accompagnata durante tutto il nostro pomeriggio a Gravina mettendo a disposizione del gruppo le guide turistiche locali che ci hanno accompagnato nella vista delle bellezze della città (il ponte degli Orsini, le necropoli peucetia di Botromagno, le chiese rupestri ,..). A Gravina abbiamo conversato passeggiando per le vie del centro storico con Pasquale Ferrante, direttore di Legacoop Puglia e Leo Palmisano etnografo e scrittore autore di inchieste, saggi quali “Ghetto Italia” e “Ascia Nera” e di sceneggiature e romanzi tra i quali la trilogia dedicata ad un personaggio di fantasia, il bandito Mazzacani, il cui primo volume è “Tutto torna”

Con Pasquale Ferrante e Leo Palmisano parliamo delle loro esperienze professionali e attraverso queste loro visione del futuro del territorio rurale locale. delle opportunità da cogliere ma anche delle difficoltà nella concretizzazione delle loro visioni.

Pasquale Ferrante espone le sue riflessioni sul tema delle opportunità possibili che potrebbero essere colte da un territorio rurale in cui venga valorizzata la valenza di modernità intesa come aderenza allo spirito dei tempi che ci spinge verso il conseguimento della sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle nostre società. Pasquale premette che per avere una visione originale del futuro del territorio bisogna innanzitutto ascoltarlo partendo dal cuore dello stesso ad esempio i centri storici e superare sono le disuguaglianze sociali che mostrano una tendenza all’aumento e che si sviluppano all’interno di sistemi territoriali. Pertanto all’interno del progetto della Laverdevia dobbiamo iniziare a comprendere i sistemi territoriali, interpretare i bisogni del territorio e ragionare come agire per far in modo che la visione da noi maturata possa potare un soddisfacimento delle necessità del territorio in linea con gli obiettivi etici della sostenibilità. Dove l’agire significa progettare e creazione di valore con l’obiettivo di creare reddito superando una logica assistenzialistica. Bisogna pertanto pensare strategicamente sul lungo termine e non fermarci alla risoluzione delle urgenze immediate, ad esempio la filiera agricola, che è una delle più importanti in Italia, oggi e gerontocratizzata pertenuto per la sua sopravvivenza dobbiamo attrarre le giovani generazioni e per farlo dobbiamo cambiare la legislazione perché il contratto attuale è quello che risale al primo dopoguerra analizzando i casi di studio dell’applicazione delle buone pratiche, della ricerca della qualità e non della quantità nella produzione e cercando di superare la logia del latifondo che ostacola l’ingresso nel mercato di molte delle possibili realtà imprenditoriali nascenti. In questo LegaCoop sta cercando di raccontare l’esperienza delle cooperative di comunità. Parlando delle ulteriori sfide che il territorio si trova ad affrontare Pasquale ferrante ricorda che il sistema territoriale e le municipalità dei borghi che lo caratterizzano dovrebbero migliorare la qualità della vita delle proprie popolazioni partendo dalle esigenze della classe di piccoli produttori agricoli o zootecnici, commercianti, artigiani e imprenditori del settore turistico che mantengono vivo il territorio e ricordandosi dei servizi alla persona quali ad esempio la sanità. Rimane la necessità di fare sistema studiando i vari settori analizzandoli in modo completa e multidiscplinare e mantenendo una visione a lungo termine del futuro del territorio e facendo in modo che un aggregato omeogeno di attori quali i rappresentanti della cittadinanza delle municipalità della piccola imprenditoria   procedano in modo unitario mettendo a sistema le possibili soluzioni e le eccellenze presenti sul territorio.

Giuseppe Laico assessore del Comune di Gravina con delega per la promozione del settore agroalimentare, Politiche per lo sviluppo e l’innovazione delle attività produttive, Artigianato e valorizzazione zona artigianale ricorda che la città di Gravina sta già operando da anni per valorizzare le caratteristiche del territorio e che tali sforzi si sono i quest’ultimo periodo concentrati nel tentativo di candidare il ponte degli Orsini nei luoghi del cuore del FAI. Proprio per celebrare questo simbolo della città a fine settembre si svolgerà una fiera sul ponte.

Abbiamo chiesto a Leo Palmisano, che tra l’altro è presidente della cooperativa CulTurMedia di LegaCoop, di raccontarci la sua opinione in relazione alla possibilità di valorizzare la modernità dei territori rurali in quanto elemento di rinascita dei territori stessi. Leo lo ha fatto facendo riferimento alla organizzazione della filiera della lavorazione della lana tipica delle antiche popolazioni che abitavano Gravina. Scavata nella parete rocciosa, immediatamente prima della chiesa rupestre di San Michele delle Grotte, si trova una cavità in cui erano anticamente alloggiate delle vasche per il lavaggio della lana sucida , il luogo era comune e tutti potevano accedere per lavare ed effettuare un primo trattamento delle lane. Reinventare la filiera della lavorazione della lana significa attivare un processo di ricostruzione dell’identità di una popolazione che non può prescindere dalla storia del territorio. L’archeologia può aiutarci a raccontare la stratificazione delle azioni compiute nel passato e delle scelte organizzative, urbanistiche, architettoniche, culturali e sociali operate e, partendo da questa conoscenza, ripristinare il concetto del fare. L’idea è che possiamo riuscire a ribaltare la situazione se rinobilitare il lavoro però attribuendogli la valenza di gande modernità. In questo senso in Puglia ci sono esperienze di eccellenza quali quella di una cooperativa di Taranto che sta insegnando ai detenuti come produrre mattoni con la canapa e la lana. Una possibilità sarebbe quella di collegare la filiera dell’allevamento degli ovini e della coltivazione della canapa industriale con quella della produzione di materiale edilizio sostenibile dal punto di vista ambientale. Ma non solo esistono sul nostro territorio giovani artigiani che hanno imparato il mestiere dagli anziani e lo stanno reinterpretando. Questo è anche possibile grazie alla straordinaria condizione di biodiversità della Regione Puglia. Questo potrà essere realizzato ad una condizione vincere l’individualismo e superare il concetto che ogni spazio pubblico possa essere privatizzato. E’ significativo che nella fiorente economia dell’antica Gravina le vasche per il lavaggio della lana fossero pubbliche e non private a sottintendere il concetto di condivisione di un bene comune (gli spazi e le attrezzature per una fase importantissima nella trasformazione della lana) che permetteva a più operatori di lavorare i prodotti e di commercializzarli garantendo la sopravvivenza della propria attività. Ai nostri gironi il concetto di cooperativismo che si basa proprio sull’idea di condivisione di una visione, di un destino e di beni per favorire il benessere di una collettività e quindi anche degli aspetti delle attività lavorative deve essere strenuamente perseguito. Questo è un principio che può essere esteso anche ad un’idea di società dove i grandi centri urbani potrebbero operare in simbiosi con i centri più piccoli con un accordo di mutuo scambio paritetico di informazioni e di esperienze come già alcune grandi città come Parigi stanno sperimentando

Martedì 4/8/20920 – ore 19.00 – Poggiorsini

Il sindaco Ignazio Di Mauro ci attende nella sala consiliare del Comune di Poggiorsini insieme ai suoi più stretti collaboratori e dopo i saluti istituzionali viene invitato a salire in carrozza insieme a noi e, assunte le veci di navigatore, guida Domenico, il cocchiere, lungo il corso principale fino allo splendido belvedere da cui il nostro sguardo può spaziare nel paesaggio che si estende a perdita d’occhio fino ai rilievi della vicina Basilicata.

Scesi dal calesse, il sindaco con orgoglio ci conduce per la piazza illustrando gli edifici storici e sintetizzando il progetto iniziato nel corso dei precedenti mandati finalizzato a trasformare la piccola cittadina nella città del benessere proprio grazie al clima ventilato, secco e asciutto, alle caratteristiche del regime alimentare e alla tranquillità del luogo.

Nella tranquilla serata, gli abitanti sono usciti dalle loro abitazioni per passeggiare sul corso o sedersi a chiacchierare seduti ai tavolini dei bar. I ragazzini scorrazzano in bicicletta con tranquillità sotto gli occhi dei compaesani più grandi. Qualche signora si affaccia al balcone sentendo il rumore degli zoccoli del nostro cavallo sull’asfalto che avevamo ripreso per ritornare alla sede del comune. I bambini ci guadano con gli occhi vivaci e chiedono a Domenico “quanto costa” sottintendendo un giro in carrozza. Domenico di fronte a questa richiesta non può più rifiutarsi e, mentre noi continuiamo a discorrere con il sindaco, condurrà per il resto del tardo pomeriggio i piccoli poggiorsinesi in innumerevoli giri nel paese.

Veniamo quindi raggiunti da un giornalista locale che ci parlerà delle bellezze del luogo e di una vicenda che ha interessato una masseria salvata dal degrado e dall’abbandono in un luogo “le grotticelle” scelto per l’ambientazione di alcune scene del recente film Pinocchio di Matteo Garrone.

Angela Colonna responsabile cattedra Unesco in Paesaggi culturali del Mediterraneo e comunità di Saperi. DiCEM Università della Basilicata ci raggiunge a Poggiorsini e discutiamo con Lei, con il sindaco e con l’assessore all’agricoltura del comune di Acquaviva che ci segue infaticabilmente in questo tour tra la Puglia e la Basilicata dell’opportunità e della responsabilità dei territori rurali di esprimere un nuovo concetto di modernità indissolubilmente collegato alla capacità del territorio di metter in atto una contaminazione dei differenti saperi  di urbanisti agronomi esperti di trattamento e gestione delle acque, paesaggisti architetti, medici, economisti, tecnologi, sociologi finalizzato alla reinvenzione del territorio e con la necessità di metter in atto una rivoluzione dolce che possa accogliere i comuni cittadini e restituire una speranza e la fiducia in un futuro possibile, desiderabile e in armonia con la natura, il territorio e il prossimo.

Come al solito la serata si conclude in un ristorante di Poggiorsini. Domani saremo a Irsina per l’ultima tappa.

Mercoledì 5/8/20920 – ore 19.00 – Irsina

Nuvole, aria frizzante, una camminata in uno dei borghi più belli d’Italia e mozzarelle. Entriamo in paese dalla strada provinciale 209.  Al trotto del cavallo lasciamo alle nostre spalle la stazione dei carabinieri di Irsina, la chiesa, . Ci addentriamo nelle vie interne creando un piccolo corteo di macchine al nostro seguito. I Passanti ci guardano curiosi, qualcuno ci fotografa e qualcuno vuole filmarci. Marcello Mastrorilli direttore del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria) di Bari ricorda l’urgenza nel ripensare l’intera filiera agricola quale elemento di riscatto del territorio a patto che venga reinventata operando secondo i principi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e ripensando alla qualità del prodotto. Solo seguendo questa strategia potremo arrestare la desertificazione del territorio e l’abbandono da parte delle giovani generazioni.

Arriviamo al trotto al comune, dove ad aspettarci c’è il sindaco Nicola Morea e il prof. Piergiuseppe Pontrandoli professore in Tecnica e Pianificazione Urbanistica. DiCEM Università della Basilicata. Entrambi salgono sul calesse, l’aria è frizzante per via di una perturbazione che in queste ore sta attraversando il territorio. Spronati dalla brezza incominciamo a parlare dei temi a noi cari. Il prof Pontrandolfi ricorda che nelle sue attività di ricerca si è rilevata di primaria importanza sia una corretta pianificazione urbanistica quale strumento per realizzare ed interpretare le esigenze della cittadinanza e delle evoluzioni future del territorio e sia una strategia di coinvolgimento della cittadinanza.

L’urgenza di trovare soluzioni per garantire un’adeguata qualità della vita della popolazione e per aiutarla ad esprimere le proprie necessità in accordo con i principi della sostenibilità che rappresenta la grande opportunità di rinascita dei territori deve rappresentare una spinta positiva a muovere il territorio stesso.

Il sindaco Nicola Morea ricorda il percorso fatto dalla cittadina di Irsina che ha scelto di valorizzare le proprie tradizioni e la filiera agricola, quella zootecnica e quella culturale. La cittadina, che ospita nella cattedrale la famosa statua di S. Eufemia, patrona della città, e attribuita al Mantegna, è oggi uno dei borghi più belli d’Italia meta turistica di visitatori inglesi, lussemburghesi neozelandesi che ne hanno scoperto le bellezze e la qualità di uno stile di vita lento. Tra questi alcuni hanno scelto di spostare la propria residenza definitiva proprio qui in questo paese che rappresenta la cerniera ideale tra la Puglia e la Basilicata. La spinta a migliorare la qualità della produzione agricola adottando i principi della sostenibilità è sempre stata elemento di attenzione da prete del comune che ultimamente ha anche stretto importanti accordi con gruppi aziendali nazionali.

L’impegno a procedere insieme per la definizione di un percorso strategico comune e la creazione di una visione a vent’anni del territorio è un impegno in cui tutti crediamo.

Il viaggio si conclude a Irsina ricevendo una targa di ringraziamento per l’attività svolta dalla Laverdevia.

Mercoledì 5/8/20920 – ore 19.00 – Irsina

Nuvole, aria frizzante, una camminata in uno dei borghi più belli d’Italia e mozzarelle. Entriamo in paese dalla strada provinciale 209.  Al trotto del cavallo lasciamo alle nostre spalle la stazione dei carabinieri di Irsina, la chiesa, . Ci addentriamo nelle vie interne creando un piccolo corteo di macchine al nostro seguito. I Passanti ci guardano curiosi, qualcuno ci fotografa e qualcuno vuole filmarci. Marcello Mastrorilli direttore del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria) di Bari ricorda l’urgenza nel ripensare l’intera filiera agricola quale elemento di riscatto del territorio a patto che venga reinventata operando secondo i principi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e ripensando alla qualità del prodotto. Solo seguendo questa strategia potremo arrestare la desertificazione del territorio e l’abbandono da parte delle giovani generazioni.

Arriviamo al trotto al comune, dove ad aspettarci c’è il sindaco Nicola Morea e il prof. Piergiuseppe Pontrandoli professore in Tecnica e Pianificazione Urbanistica. DiCEM Università della Basilicata. Entrambi salgono sul calesse, l’aria è frizzante per via di una perturbazione che in queste ore sta attraversando il territorio. Spronati dalla brezza incominciamo a parlare dei temi a noi cari. Il prof Pontrandolfi ricorda che nelle sue attività di ricerca si è rilevata di primaria importanza sia una corretta pianificazione urbanistica quale strumento per realizzare ed interpretare le esigenze della cittadinanza e delle evoluzioni future del territorio e sia una strategia di coinvolgimento della cittadinanza.

L’urgenza di trovare soluzioni per garantire un’adeguata qualità della vita della popolazione e per aiutarla ad esprimere le proprie necessità in accordo con i principi della sostenibilità che rappresenta la grande opportunità di rinascita dei territori deve rappresentare una spinta positiva a muovere il territorio stesso.

Il sindaco Nicola Morea ricorda il percorso fatto dalla cittadina di Irsina che ha scelto di valorizzare le proprie tradizioni e la filiera agricola, quella zootecnica e quella culturale. La cittadina, che ospita nella cattedrale la famosa statua di S. Eufemia, patrona della città, e attribuita al Mantegna, è oggi uno dei borghi più belli d’Italia meta turistica di visitatori inglesi, lussemburghesi neozelandesi che ne hanno scoperto le bellezze e la qualità di uno stile di vita lento. Tra questi alcuni hanno scelto di spostare la propria residenza definitiva proprio qui in questo paese che rappresenta la cerniera ideale tra la Puglia e la Basilicata. La spinta a migliorare la qualità della produzione agricola adottando i principi della sostenibilità è sempre stata elemento di attenzione da prete del comune che ultimamente ha anche stretto importanti accordi con gruppi aziendali nazionali.

L’impegno a procedere insieme per la definizione di un percorso strategico comune e la creazione di una visione a vent’anni del territorio è un impegno in cui tutti crediamo.

Il viaggio si conclude a Irsina ricevendo una targa di ringraziamento per l’attività svolta dalla Laverdevia.